lunedì 18 giugno 2018

Ginocchio KO... sempre fermo ai box!

E con oggi i giorni di stop sono saliti a 66...

Tra una ventina di giorni mi sottoporrò ad un'altra risonanza magnetica per vedere se l'edema è in via di guarigione...

Sono poco fiducioso...

Il ginocchio mi lancia segnali contrastanti... continuo solo a camminare e a fare un po' di nuoto in piscina, ma certe volte un dolorino lo sento ancora!

Non mi resta che tenere le dita incrociate e aspettare...

martedì 8 maggio 2018

Ginocchio KO... fermo ai box

Terre di Siena Ultramarathon, sto correndo la 32 km... a metà gara compare un leggero dolore al ginocchio che, col passare dei chilometri, si aggrava in maniera preoccupante! 

Concludo su una sola gamba, l'altra tutte le volte che mi azzardo ad appoggiarla vedo le stelle... attraversare Piazza del Campo e raggiungere il parcheggio dove avevamo lasciato l'automobile è una piccola impresa!

Dopo due visite fisiatriche che non hanno portato a nulla di buono, 10 laser BiPower (consigliati dal fisiatra) che non sono serviti a niente ed un’ecografia che non ha evidenziato particolari sofferenze a carico dell'articolazione dolorante, ho provato a riprendere gli allenamenti: le prime 4 uscite, molto controllate, mi avevano quasi illuso che il peggio potesse essere passato, la quinta ho provato a forzare e il dolore, che credevo quasi sconfitto, è ricomparso...

13 aprile 2018: dopo la sesta uscita, un'oretta lenta che mi ha lasciato pessime sensazioni al ginocchio, decido di fermarmi di nuovo!

19 aprile 2018: ho finalmente effettuato una risonanza magnetica che ha evidenziato quanto segue:

“Non linee di frattura in ambito meniscale.
Presenza di piccola area di edema spongioso cui corrisponde un iniziale danno subcondrale a livello del condilo femorale mediale sul piano di carico centrale.
Rotula in posizione regolare senza danno condrale di rilievo.
Normalità del tendine quadricipitale e rotuleo.
Modesto versamento intraarticolare.
Ispessimento delle settature del corpo adiposo di Hoffa.
Il legamento crociato anteriore risulta leggermente assottigliato senza lesione completa riferibile a trauma distrattivo di grado basso non recente.
Normalità del legamento crociato posteriore e dei collaterali in rapporto all’età.

Necessaria valutazione specialistica ortopedica e controllo evolutivo tra 2-3 mesi”.

L’unica cosa che preoccupa, e non poco, l’ortopedico (che ha personalmente guardato il cd della risonanza senza prestare particolare attenzione al referto scritto) è l’edema e il relativo danno a livello del CFM; sul resto ha minimizzato!

Mi ha prescritto:
- 30 gg. di magnetoterapia per l’edema;
- almeno 5 sedute di Tecar e laser YAG per il tendine del quadricipite e rotuleo;
- un ciclo di integratori per le cartilagini;
- un ciclo di infiltrazioni con PRP (terminata la magnetoterapia);
- assoluto divieto di correre per almeno 40 giorni (quando ci rivederemo per fare il punto della situazione).

Posso solo camminare (ma non troppo), nuotare (no rana) e fare una leggera cyclette…

Nella migliore delle ipotesi, cioè se le terapie avranno l’effetto sperato, difficilmente potrò comunque tornare a correre prima di 3 mesi! 😰

La cosa che più mi ha spaventato è che mi ha anche detto che, qualora le terapie si rivelassero non sufficienti ad eliminare l’edema, sarebbe da valutare anche un intervento chirurgico!

8 maggio 2018: non corro da 25 giorni, a tutt'oggi ho effettuato 15 sedute di magnetoterapia, 4 tecar e 2 YAG...

Faccio qualche camminata e un paio di volte a settimana nuoto in piscina!

Cammino abbastanza bene, anche se ogni tanto qualche fastidio ancora lo sento; a nuotare nessun problema...

A fine mese rivedo l'ortopedico per fare il punto della situazione...

Sto facendo il bravo perchè seguo alla lettera le raccomandazioni dello specialista, ma che fatica quando vedi che attorno a te tutti corrono!!! 😧😧😧

lunedì 1 gennaio 2018

I numeri del mio 2017

Annata entusiasmante contrassegnata dalla partecipazione a 30 corse competitive, alle quali sono da sommare anche le 2 tappe conclusive della Val di Fassa Running!
7 PB ben distribuiti (2 nella 10 km, 2 nella mezza, 1 nella 30 km e 2 in maratona)!
3 "muri" abbattuti: quello dei 45' nei 10 km, quello dei 100' nella mezza e quello delle 4h prima, e delle 3h45' poi, in maratona!
La soddisfazione più grande, Firenze Marathon (3h42') ;
Quella voluta a tutti i costi, mezza di San Pancrazio (prima volta sotto 1h40');
Quella che non ti aspetti: la 10 km di Granarolo Faentino (prima e unica volta sotto i 45');
L'impresa: Lago Maggiore 33 km. (condizioni climatiche proibitive).

Parma Marathon

Riepilogo:

corse competitive: 32


10 km: 4
  • 9.4, Giro Podistico di San Lazzaro, 53'13"
  • 17.4, Corri la Pasquetta, 48'03"
  • 23.4, Camminata della Canapa, 45'51" (PB)
  • 11.11, Memorial Zani, 44'59" (PB)
 

Fanano - Capanno Tassoni

mezze maratone: 12
  • 15.1, San Bartolomeo in Bosco, 1h44'42"
  • 5.2, Lolli, 1h43'04"
  • 12.2, Fusignano, 1h44'09"
  • 19.3, Imola, 1h44'45"
  • 14.5, Igea Marina, 1h44'03"
  • 21.5, Rimini, 1h40'53"
  • 8.7, Rimini - Verucchio, 1h56'32"
  • 10.9, Run Tune Up, 1h41'40"
  • 8.10, San Pancrazio, 1h39'45" (PB)
  • 22.10, Cotignola, 1h43'12"
  • 29.10, Calderara di Reno, 1h37'44" (PB)
  • 17.12, Castel Maggiore, 1h39'04"

Corrida del Progresso - Castel Maggiore

maratone: 3
  • 2.4 Roma 3h55'52" (PB)
  • 15.10 Parma 3h59'37"
  • 26.11 Firenze 3h42'39" (PB)

vicine ai 30 km: 4
  • 26.2, Terre di Siena, 32 km. 3h08'17"
  • 12.3, Valli e Pinete, 30 km. 2h38'27"
  • 4.6, Cortina - Dobbiaco, 30 km. 2h35'11" (PB)
  • 5.11, Sportway Lago Maggiore, 33 km. 2h49'30"

corse a tappe: 2
  • 29.6, Val di Fassa Running, 4a tappa, 11,1 km. D+ 390 1h07'11"
  • 30.6, Val di Fassa Running, 5a rappa, 11 km. D+960 1h25'58"

altre corse: 7
  • 7.5, Camminata Montanara, 14,8 km. 1h17'27"
  • 11.6, Due Mulini, 14,04 km. 1h11'48"
  • 1.7, Trofeo Nannuzzi, 12,1 km. 1h05'38"
  • 19.8, Fanano - Capanno Tassoni, 13 km. 1h18'31"
  • 20.8, 5 Passi in Val Carlina, 18,5 km. 1h48'32"
  • 24.9, Dieci Miglia di Ferrara, 16,093 km. 1h18'41"
  • 19.11, Memorial Miccoli, 14 km. 1h06'53"


totale chilometri percorsi (allenamenti + gare): 2.291

domenica 1 gennaio 2017

2016, bilancio di fine anno

Il mio 2016: 

corse competitive: 18

mezze maratone: 5
  • 6.1 Crevalcore, 1h49'57"
  • 20.3 Imola, 1h45'46"
  • 11.9 Run Tune Up, 1h49'27" (pacer 1h50')
  • 30.10 Calderara di Reno, 1h47'32"
  • 18.12 Castel Maggiore, 1:45'42"

maratone:2 
  • 3.4 Milano Marathon 4h13'30" 
  • 23.10 Venice Marathon 4h39'45"

trail: 1 
  • 14.4 Trail della Riva (km. 20 / D+1000), 3h20'00"

corse a tappe: 1
  • 26.6 / 1.7 Val di Fassa Running, 6h10'38" (138° classificato su 304 arrivati)

altre corse: 9
  • 6.3 - 30,14 km. Valli e Pinete (Ravenna), 2h41'49"
  • 10.4 - 10 km. Giro podistico di San Lazzaro, 54'37"
  • 8.5 - 14,8 km. Camminata Montanara (Vergato), 1h22'19"
  • 22.5 - 16,091 km. Strapanaro (San Damaso), 1h21'54"
  • 12.6 - 14,4 km. Due Mulini (Anzola Emilia), 1h11'39"
  • 10.7 - 12,4 km. Camminata Berzantina (Castel di Casio), 1h04'57"
  • 9.10 - 32,9 km. Maranello - Soliera, 3h04'26"
  • 16.10 - 15,3 km. Giro dei Tre Monti (Imola), 1h18'49"
  • 6.11 - 14 km. La Vallazza (Molinella), 1h17'05"

totale chilometri percorsi (allenamenti + gare): 2.425

lunedì 4 gennaio 2016

2015, bilancio di fine anno

Il mio 2015: 

corse competitive: 11 (1 non conclusa) 

mezze maratone: 5
  • 6.1 Crevalcore, 1h48'31"
  • 1.3 Roma - Ostia, 1h43'55"
  • 15.3 Imola, 1h44'13"
  • 13.9 Run Tune Up, 1h44'44"
  • 20.12 Castel Maggiore, 1:47'30"

ecomaratone : 1 (non conclusa)
  • 12.7 Ecomaratona del Ventasso, ritirato al km. 28

trail: 3
  • 10.5 Strafuso Trail Running (km. 19), 2:13'10"
  • 17.5 Ravenna - Milano Marittima off road (km. 31,5), 2h55'03"
  • 24.5 Marcia dei Tori (km. 10), 1h17'19"

corse a tappe: 1
  • 28.6 / 3.7 Val di Fassa Running, 6h29'19" (133° classificato su 418 arrivati)

altre corse: 1
  • 12.4 - 9,2 km. Giro podistico di San Lazzaro, 45'09"

totale chilometri percorsi (allenamenti + gare): 2.443

lunedì 13 luglio 2015

Ecomaratona del Ventasso

Ritirarsi non è mai una bella cosa!

A volte non puoi farne a meno: penso ad un infortunio, ad un improvviso problema di salute, oppure, visto che siamo in estate e il caldo si sta facendo parecchio sentire, ad un colpo di calore.

A volte invece scegli di ritirarti perché hai gestito male le energie, hai spinto più del dovuto, oppure sei incorso nella cosiddetta "giornata no"!

Poi ci sono i ritiri come quello di ieri...

La partenza da Busana

Parto molo cauto, come da più parti mi era stato suggerito!

I primi 12 chilometri sono facili, tutti corribili, le pendenze non sono per nulla proibitive.

Non mi faccio ingolosire, di spingere non se ne parla. Me ne rimango tranquillo nelle retrovie, tant'è che al km. 5 il cronometro segna 38'.

Ora si sale con una certa regolarità, alterniamo sentieri in mezzo al bosco a tratti di strada asfaltata. Al km. 9 cominciamo a scendere, la forestale è bella larga e, in men che non si dica, ci ritroviamo nuovamente a Busana.

Lasciamo l'asfalto ed imbocchiamo, ancora in discesa, un sentiero boschivo che in certi punti presenta non poche difficoltà e che ci porta ai piedi del tanto famigerato Tirone.

Poco dopo la partenza
Dopo 12 km. si scende nuovamente verso Busana

Al km. 14,5 ha inizio la prima vera salita dell'ecomaratona (il Tirone appunto): i primi 2000 metri, nel bosco, si rivelano decisamente impegnativi: si sale di 350 metri (pendenza media 17/18 %)!

Anche se siamo immersi tra gli alberi patisco eccessivamente il caldo e salgo facendo molta fatica, anzi, troppa!

Il chilometro successivo è meno ripido, dopodiché il sentiero spiana.

Dovrei rimettermi a correre, ma preferisco procedere di buon passo nella speranza di recuperare quelle forze che troppo presto mi hanno abbandonato.

Il "muro" ricomincia al km. 18,3!

1200 metri al 20% che mi danno il colpo di grazia!

Il vero dramma è che non siamo neanche a metà gara e io mi sento già spremuto come un limone!

Il cronometro, impietoso, segna 3h05'!

Scendiamo ora verso il lago Calamone: sono 2500 metri che dovrebbero farmi rifiatare prima dell'ultima temibile salita verso la cima del Ventasso.

Il sentiero in mezzo al bosco è molto insidioso; il fondo particolarmente scosceso non consente la minima distrazione; c'è poca lucidità e rischio sempre più spesso di appoggiare male i piedi: il pericolo distorsione è sempre in agguato!

Arrivo finalmente al lago; davvero suggestivo il paesaggio circostante; i bambini frullano da tutte le parti e gli adulti, i più con frigo portatile al seguito, bivaccano qua e là, chi all'ombra, chi al sole!

Quanto vorrei essere al loro posto! Togliermi canotta e bandana intrise di sudore, sdraiarmi all'ombra delle fronde di un albero e gustarmi una bella granita all'amarena!

Invece sto correndo (si fa per dire) e non so darmi pace se penso che, di lì a poco, avrà inizio la parte più dura della gara: la scalata del Ventasso!  

Percepisco qualche incitamento a non mollare, scorgo in lontananza un ristoro (per fortuna non si tratta di un miraggio) e ne approfitto per una bella rinfrescata... ora sì che il gioco si fa duro!

Al km. 21,9 ha inizio la salita: 1100 metri al 28%!

Avevo letto che era dura, ma così ostica non me l'aspettavo davvero!

Vado su con una lentezza disarmante!

Tutti fanno fatica, ma io ne faccio più degli altri! Quello che solitamente è il mio punto di forza (la salita) mi si sta ritorcendo contro e mi sta letteralmente annientando!

Impiego 28' per completare quei 1100 metri!!!

In cima al Monte Ventasso

Sono sfinito... un pugile al tappeto!

Giunto in vetta, il mio sguardo si sofferma sui concorrenti che stanno affrontando il sentiero che mi sono lasciato alle spalle: è impressionante il serpentone multicolore di runners che sale piano piano! 

In cima incontro Andrea, un paio di battute, un autoscatto commemorativo, i classici "in bocca al lupo" di rito, poi lui riparte verso Busana!

Io no!

Io devo riprendermi!

Ora comincia la discesa... mancano ancora 19 km. (!!!) ma sono quasi tutti in discesa!

Mi guardo in giro! Sono stracotto ma riesco ad apprezzare il panorama che la cima del Ventasso mi regala: bellissimo!

E' il momento di rimettersi in marcia.

La stradina è molto stretta, non proprio l'ideale per le mie falcate incerte e traballanti.

Più volte incespico nei ciuffi d'erba che costeggiano il sentiero, troppo spesso non mi accorgo delle asperità del fondo e rischio goffe cadute.

Sospendo la corsa e cammino, poi riparto, poi cammino ancora, e così via per diverse centinaia di metri.

Le gambe non girano come mi sarei aspettato, la discesa si rivela un incubo: vado pianissimo, non recupero e guardo in continuazione il mio Garmin: la distanza percorsa cresce troppo lentamente, 100 metri mi sembrano un'eternità!

Sconforto! Tanto sconforto!

Tanto vale procedere camminando... basta correre!

Facendo una rapida botta di conti, calcolo che impiegherei 3 ore abbondanti per percorrere i 18 km. mancanti e che di un tempo finale attorno alle 7h30' non me ne farei proprio nulla! 

Proprio in quel momento, al km. 24, quando il cronometro segna 4h16' decido di mollare!

Cammino fino al punto di controllo successivo posizionato al km. 28 e, nonostante mi senta decisamente meglio rispetto a poco prima, comunico ai giudici di gara la mia volontà di ritirarmi.

E' l'unica cosa da fare!

O meglio... l'altro ieri la pensavo così, oggi, a 48 ore di distanza, ho riconsiderato il tutto e mi rendo conto di aver fatto un'enorme vaccata!

E' la testa, come sempre, a fare la differenza! E ieri, la mia testolina, aveva tanta voglia di vacanza!

Soffro le lunghe distanze, è vero, ma fisicamente sono a posto, non ho dolori ed anche quella sensazione di spossatezza che solitamente mi avvolge dopo una gara nella quale ho "speso" troppo non si è fatta sentire...

Il fatto è che venendo a meno le energie fisiche divento più vulnerabile; la vocina che mi suggerisce di "gettare la spugna" si fa sempre più insistente!

Ed io, che arrancando perdo anche il puro piacere della corsa, mi lascio abbindolare da quella vocina e, con l'aumentare della fatica, finisco per darle ascolto... e allora succede che preferisco lasciar perdere... succede che mi ritiro...

Ma poi succede anche che l'anno prossimo ci riprovo...

L'altimetria dell'Ecomaratona del Ventasso



venerdì 10 luglio 2015

La vigilia del Ventasso!

Il momento è arrivato!

Il temibile Ventasso è vicinissimo!

Le consuete noie muscolari, con le quali mi ritrovo sempre più spesso a dover fare i conti, mi hanno impedito di seguire alla lettera gli allenamenti che mi avrebbero dovuto permettere di arrivare all'ecomaratona sufficientemente preparato.

Dopo Strafuso Trail Running (19 km. D+876), Ravenna - Milano Marittima off road (31,5 km. tutti in piano) e Marcia dei Tori su percorso alternativo (10 km. D+600) ho rivoluzionato il mio "programma di avvicinamento" al Ventasso cancellando il lunghissimo da 4h che avevo preventivato per la fine di maggio e rinunciando alla mezza maratona di Suviana programmata per la prima domenica di giugno.

Ho preferito dedicarmi a sedute di allenamento più brevi ed intense, prevalentemente in salita, in previsione della Val di Fassa Running (il resoconto devo ancora farlo) che, per inciso, è andata molto bene! :-)

Assalito dai sensi di colpa, mi sono comunque ritagliato una "finestra" per un lungo collinare di 25 km. (con tanto di riserva idrica al seguito) alternando passo camminato in salita e corsa leggera nei tratti pianeggianti e in discesa, simulando quella che dovrà necessariamente essere la mia condotta di gara nell'ecomaratona.

Dire che sono pronto mi sembra un azzardo, diciamo che mi auguro di riuscire a terminarla senza patire le pene dell'inferno!

Si tratterà della mia prima esperienza off road in una gara così lunga! Otto anni fa corsi La Camignada (qui il resoconto). L'affrontai con troppa foga sin dai primi metri, spesi troppe energie sulle salite iniziali con la conseguenza che, a inizio discesa, fui assalito dai crampi e i 12 km. che mancavano al traguardo furono veramente duri!

Spero che quell'esperienza mi abbia insegnato qualcosa...
 
Sullo sfondo, sotto l'arcobaleno, il Monte Ventasso